Sistemi anticaduta: Norme e dispositivi anticaduta da adottare per lavori in quota in sicurezza

Lavorare in quota può rappresentare un rischio elevato per il lavoratore. Il pericolo non è, come si potrebbe pensare, solo quello di caduta, ma a questo ne sono collegati molti altri. È, quindi, essenziale fare in modo che chi si appresta ad operare in quota sia adeguatamente protetto da qualsiasi rischio. Basti pensare che le cadute dall’alto sono la maggiore causa di decessi per gli incidenti avvenuti sui posti di lavoro. Cercare di prevenire queste tragiche conseguenze è un diritto e un dovere sia degli stessi lavoratori che dei datori di lavoro. I dispositivi anticaduta aiutano a raggiungere questo obiettivo, ma non sempre, in un mercato che presenta una grande varietà di soluzioni, è semplice selezionare quella adatta all’ambiente e al tipo di lavorazione che si andranno ad eseguire.

DPI: cosa si intende

Per dispositivi di protezione individuale (DPI) si intende ogni attrezzatura messa a disposizione del lavoratore per proteggerlo dai rischi derivanti dall’ambiente che lo circonda e dal tipo di lavoro che va a svolgere. Esistono tre categorie di DPI. La prima categoria protegge da rischi lievi, la seconda da rischi di medio livello e la terza tutela da gravi lesioni o dal pericolo di morte. I dispositivi anticaduta, come si può immaginare, fanno parte della terza categoria.

Normativa di riferimento

La normativa di riferimento per i dispositivi di protezione individuale anticaduta è il Decreto Legislativo numero 81 del 9 aprile 2008 (aggiornato nel 2019) in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

La sezione II del Decreto stabilisce che nella scelta delle attrezzature devono essere valutati tutti i rischi presenti nell’ambiente di lavoro. Un’analisi che spetta, principalmente, al datore di lavoro, in collaborazione con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il medico competente. Per minimizzare i rischi, inoltre, il datore deve organizzare un servizio di prevenzione e protezione prioritariamente all’interno dell’azienda o incaricare persone o servizi esterni.

Per quanto riguarda specificatamente i dispositivi di protezione individuale anticaduta, se ne parla nel titolo IV del decreto 81/2008. Per prima cosa, la norma stabilisce cosa si intende per lavori in quota. Si tratta di quell’attività lavorativa che espone il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 metri rispetto ad un piano stabile.

La legge, poi, stabilisce che, durante i lavori in quota, all’interno dei cantieri deve essere assicurata la viabilità di persone e veicoli e deve essere impedito l’accesso ai non addetti ai lavori. Il decreto, inoltre, impone una serie di obblighi in capo al datore di lavoro, che deve scegliere le attrezzature di lavoro più idonee a garantire e mantenere condizioni di lavoro sicure dando priorità alle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale e selezionando dimensioni delle attrezzature di lavoro idonee alla natura dei lavori da eseguire, alle sollecitazioni prevedibili e ad una circolazione priva di rischi.

Il datore deve adottare tutte le misure necessarie a minimizzare i rischi derivanti dalle attrezzature e dal lavoro stesso, prevedendo l’installazione di dispositivi di protezione contro le cadute che devono avere una configurazione ed una resistenza tale da evitare o da arrestare le cadute da luoghi di lavoro in quota e da prevenire, per quanto possibile, eventuali lesioni dei lavoratori. L’art. 115 stabilisce che, qualora i mezzi di protezione collettiva si rivelino insufficienti, è opportuno adottare dispositivi di protezione individuale.

Quando Utilizzare i dispositivi anticaduta

Un dispositivo di protezione individuale viene adottato quando, dopo un’attenta analisi dell’ambiente, viene rilevato un rischio per il lavoratore che è impossibile eliminare. Le attrezzature di protezione collettive hanno la precedenza su quelle individuali. Una volta utilizzate reti, protezione laterali, pareti di protezione, ecc. e dato priorità a piattaforme di lavoro elevabili, qualora il rischio dovesse ancora persistere, si deve procedere con l’individuazione e l’utilizzo del corretto dispositivo di protezione individuale anticaduta.

Quest’ultimo, infatti, non garantisce una protezione totale e deve essere utilizzato il meno possibile. È sempre opportuno, quindi, valutare le condizioni dell’ambiente di lavoro e preferire lavorazioni effettuate a terra quando sono possibili (ad esempio tramite premontaggio).

In ogni caso, l’utilizzo di attrezzature anticaduta è fortemente consigliato per i lavori su impalcature, il montaggio di elementi prefabbricati, per i lavori su piloni, pali, tralicci, tetti, grondaie, scale, ecc. Il DPI anticaduta selezionato deve assolutamente essere conforme alle normative vigenti, idoneo al rischio esistente e ergonomico per consentire un libero movimento.

I tipi di rischi da cui proteggersi

I rischi da cui proteggersi quando si lavora in quota sono diversi. Non solo la caduta da posizione elevata o in cavità, ma anche oscillazione, sospensione e urto. Un ulteriore pericolo è quello che consegue alle difficoltà di procedure di assistenza per un lavoratore in difficoltà in quota. Va da se, che, in questi casi, la resistenza e l’idoneità del dispositivo e del punto di ancoraggio possono fare la differenza tra la vita o la morte.

Ci sono, inoltre, dei rischi che nascono dall’utilizzo del dispositivo stesso. Quest’ultimo, infatti, potrebbe interferire con il tipo di lavoro e con i movimenti di chi lo sta eseguendo. Per questo motivo è sempre importante selezionare DPI ergonomici, flessibili e adatti al singolo lavoratore che li utilizza.

Altri rischi, ben più gravi, sono quelli di oscillazione, urto laterale, sospensione inerte o scivolamento del dispositivo di collegamento. Si tratta, essenzialmente, di pericoli che derivano da un’errata scelta del dispositivo, da una sbagliata individuazione del punto di ancoraggio, dall’uso scorretto dell’attrezzatura o dalla mancata manutenzione ed ispezione.

Quali dispositivi anticaduta

Un dispositivo di protezione individuale anticaduta è composto da diversi elementi, non tutti necessariamente presenti contemporaneamente. Si tratta di assorbitori di energia, connettori, dispositivi di ancoraggio, cordini, dispositivi retrattili, guide o linee vita flessibili, guide o linee vita rigide e imbracature. L’assorbitore di energia garantisce l’arresto di una caduta dall’alto. Il connettore, invece, è un elemento di collegamento (moschettone o gancio), così come i cordini.

L’imbracatura è uno degli elementi più importanti dei sistemi anticaduta poiché rappresenta un supporto per il corpo. Può essere composta da diversi elementi, principalmente cinghie che devono garantire il perfetto adattamento al corpo dell’utilizzatore. È assolutamente essenziale che le imbracature vengano individuate con la massima attenzione, scegliendo quelle che riportano il marchio CE e che siano il più ergonomiche possibile.

La conformazione del dispositivo deve essere correlata al tipo di lavoro che si andrà a svolgere e dovrà garantire la sicurezza per il lavoratore senza intralciarne i movimenti e senza creare ulteriori fattori di pericolo. È possibile selezionare tra diverse tipologie di dispositivi anticaduta: sistemi per la prevenzione di cadute dall’alto, sistemi di arresto della caduta e i sistemi di discesa.

I sistemi di prevenzione contro le cadute dall’alto sostengono gli addetti ai lavori in alta quota consentendogli di lavorare con la maggior comodità possibile. Non sono in grado, però, di arrestare le cadute.

I sistemi di protezione individuale che arrestano le cadute dall’alto, invece, sono composti almeno da un’imbracatura, un assorbitore di energia e un collegamento. Questo potrebbe essere ancorato ad una guida fissa rigida o ad una guida fissa flessibile o prevedere un sistema di arresto caduta vincolato ad una guida fissa rigida o un sistema di arresto caduta vincolato ad una guida fissa flessibile.

Infine, i dispositivi che presentano sistemi di discesa mirano ad evitare gli urti o i danneggiamenti provenienti da una caduta violenta, favorendo invece una discesa gentile. Sono utilizzati essenzialmente per i sistemi di emergenza e di salvataggio.

La guida, il punto di ancoraggio e le imbracature: come scegliere

La scelta di ogni elemento va effettuata in base al tipo di operazioni da eseguire e al numero di lavoratori che se ne occuperanno. Una linea guida rigida è adatta ad un utilizzo frequente e può essere utilizzata contemporaneamente da più lavoratori. Una guida flessibile (generalmente con fune), al contrario, è più instabile e si deteriora più facilmente, quindi è sconsigliata per un utilizzo frequente.

Il punto di ancoraggio, invece, è determinato dal tipo di struttura su cui si va a lavorare. Vanno considerati elementi come il carico che può sopportare, le condizioni ambientali, i punti di accesso e la possibilità di controllo e manutenzione.

L’imbracatura per il corpo va sempre utilizzata quando è presente il rischio di caduta dall’alto. Nella selezione di questo elemento vanno tenuti in considerazione la vestibilità, la semplicità nell’indossarla, la presenza di attacchi idonei agli accessori che dovranno essere inseriti, la capacità di adattarsi al corpo del singolo lavoratore, la capacità di sostenerlo in caso di caduta e di perdita di coscienza, l’assenza di pericoli per la salute del lavoratore. Quando possibile, è sempre da preferire un sistema che non permetta la caduta libera.

La marcatura

Un sistema di protezione dalle cadute dall’alto deve sempre riportare una marcatura che indichi il numero dell’organismo notificato, il nome del fabbricante, il nome del prodotto, il modello e tipo, il numero di serie, anno e norma di riferimento. Essenziale la presenza del marchio CE, che garantisce sul sistema di produzione.

L’importanza della formazione

Per assicurarsi che il Dispositivo di protezione anticaduta sia utilizzato nella maniera corretta è opportuno attivare momenti di specifica formazione per i lavoratori, dalla durata di almeno un giorno, con il fine di istruirli non solo sull’utilizzo dei DPI ma anche sulla loro ispezione e manutenzione.

Ai lavoratori, quindi, vanno elencati tutti i lavori da svolgere in quota con l’utilizzo di DPI anticaduta e vanno fornite tutte le competenze necessarie per svolgerlo. Dopo la formazione, l’operatore dovrà essere in grado di gestire tutti i pericoli relativi all’ambiente, dovrà conoscere bene tutte le attrezzature di lavoro, il loro modo d’utilizzo e le metodologie di conservazione.

Le ispezioni

Prima e dopo ogni impiego, le attrezzature anticaduta dovranno essere sottoposte ad un attento controllo per rilevarne eventuali danneggiamenti. Dovranno essere ispezionati tutti i singoli elementi che compongono il dispositivo. Il controllo visivo dovrà essere effettuato dallo stesso lavoratore che, in caso rivelasse anomalie, dovrà immediatamente riferire al responsabile. Ulteriori ispezioni, poi, dovranno essere svolte periodicamente, alla ricezione di ogni nuovo equipaggiamento, dopo una riparazione e dopo ogni periodo di inutilizzo per assicurarsi che non ci siano elementi deteriorati dal tempo.

La preparazione dei lavori

L’utilizzo di un DPI anticaduta non può essere improvvisato. Al contrario il lavoro va preparato in precedenza, valutando tutte le possibili alternative. Prima di iniziare i lavori, pertanto, il datore di lavoro deve elaborare la procedura che riduce al minimo i rischi di caduta dall’alto. Dovrà, poi, illustrare nei minimi dettagli la procedura al lavoratore.

Dovranno essere prese tutte le misure possibili per ridurre il pericolo di caduta. Si tratta di semplici azioni, che spesso si danno per scontate, ma che possono salvare la vita del lavoratore: mantenere in ordine l’ambiente circostante, non lavorare mai in solitudine, correggersi e controllarsi a vicenda.

Facilitare i soccorsi

Come già affermato, il rischio del lavoro in alta quota non è solo quello di caduta dall’alto. Uno dei pericoli che potrebbero costare la vita al lavoratore è la difficoltà per i soccorsi di raggiungerlo in caso di incidente. Occorre, pertanto, predisporre tutto in maniera da facilitare i soccorsi durante un eventuale incidente. Oltre istruire i lavoratori sul reciproco soccorso, è buona pratica stabilire a priori strategie di salvataggio. Queste devono essere attuabili entro i 15-20 minuti dal ricevuto allarme. Devono, inoltre, essere predisposti mezzi di soccorso resistenti e facili da maneggiare, sempre pronti all’utilizzo.

Se si verifica un incidente in quota, occorre immediatamente allertare i mezzi di soccorso e, nell’attesa, tenere immobilizzato l’infortunato e verificarne lo stato di coscienza tramite domande e sollecitazioni.

 

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