Guanti da lavoro: tutto quello che devi sapere sui guanti antitaglio adatti per la protezione delle mani del lavoratore

Lavorare in sicurezza non è solamente un obbligo previsto dalla legge ma è il miglior modo per proteggersi da infortuni che potrebbero rivelarsi gravi se non, addirittura, fatali. Per questo sono state studiate soluzioni e creati dispositivi di protezione collettiva ed individuali adatti ad ogni tipo di situazione. Per quanto riguarda gli arti superiori in commercio esistono diverse possibilità. I guanti da lavoro, se scelti correttamente e dopo un’attenta analisi dei rischi presenti sul posto di lavoro, possono proteggere da lesioni e da incidenti.

Guanti da lavoro: cosa dice la legge

Proteggere le mani del lavoratore è un obbligo che fa carico sia al lavoratore stesso che al datore di lavoro. Le leggi prevedono una serie di requisiti che i prodotti devono rispettare per essere adatti a proteggere gli arti superiori. Sono diverse le normative che rappresentano un importante punto di riferimento e a cui far attenzione.

La normativa europea 89/656/CEE e le seguenti integrazioni, recepita con D.lgs 475/92 e successive modifiche, indica i requisiti minimi che un datore di lavoro deve rispettare per la fornitura dei dispositivi di protezione individuale durante il lavoro. Per DPI si intende qualsiasi attrezzatura, complemento o accessorio destinato ad essere utilizzata e/o indossata dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro. Tra questi, ovviamente, sono presenti anche i guanti da lavoro che, come tutti i DPI, devono essere adeguati ai rischi da prevenire, senza comportare di per sé un rischio maggiore, essere adatti alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro e tener conto delle esigenze ergonomiche del lavoratore.

La direttiva 89/686/CEE, integrata dalla direttiva 93/95 e dalla direttiva 93/68, invece, è una linea guida per produttori e venditori, in quanto indica i requisiti minimi per vendere i dispositivi di protezione individuale, tra cui guanti di protezione, per la loro circolazione intracomunitaria e, inoltre, stabilisce i requisiti essenziali che questi devono soddisfare per garantire la sicurezza e la salute degli utilizzatori. La marcatura CE indica la conformità a questa direttiva, salvo alcune eccezioni.

Sono, infatti, esonerati dalla marcatura CE, tutti quei dispositivi di protezione individuale per i quali il lavoratore, o l’utilizzatore in generale, può valutare autonomamente l’efficacia contro rischi minimi che possono essere percepiti gradualmente senza creare danni. Vi rientrano, quindi, le attrezzature che proteggono da danni meccanici con effetti superficiali (guanti da giardinaggio); proteggono da prodotti destinati alla pulizia lievemente aggressivi e facilmente reversibile (guanti di protezione per soluzioni diluite); proteggono dai pericoli provenienti dalla manipolazione di oggetti che non superano una temperatura pari a 50 gC; tutelano da agenti atmosferici non eccezionali; proteggono da piccoli urti.

Ogni tipi di guanto, inoltre, deve rispettare standard e norme. La UNI EN 420:2010, versione ufficiale della norma europea EN 420:2003+A1 e che sostituisce la EN 420:2004, stabilisce i requisiti generali e le norme relative ai metodi di prova per la progettazione e la fabbricazione dei guanti, la resistenza dei materiali, l’innocuità, la confortevolezza, l’efficienza, le taglie, la destrezza e le marcature.

A seconda del tipo di rischio da cui proteggono, i guanti di protezione devono rispettare alcuni standard.

Guanti di protezione contro i rischi meccanici

I guanti di protezione che tutelano dai rischi meccanici devono rispettare le EN 388. Questo standard era stato introdotto, per la prima volta, nel 2003 ed è stato poi integrato e sostituito nel 2016. La norma specifica i requisiti essenziali per dei guanti contro i rischi meccanici, i metodi di prova, la marchiatura e tutte le informazioni relative necessarie.

I guanti di protezione contro i rischi meccanici devono essere resistenti all’abrasione, al taglio, allo strappo e alla perforazione. La tutela contro il rischio di abrasione è testata sottoponendo il guanto ad una escoriazione causata da una pressione conosciuta. Per la protezione contro i tagli, invece, viene calcolato il numero di passaggi di una lama a velocità costante necessari per tagliare l’attrezzatori. La resistenza allo strappo viene testata calcolando la forza necessaria per lacerare un guanto. Infine, la resistenza alla perforazione viene valutata misurando la forza necessaria a provocare un foro con una punta di dimensioni standard.

La En 388/2016 prevede, quindi, un Coup Test per calcolare il numero di cicli necessari per tagliare il guanto, e un TDM test, definito dalla EN ISO 13997:1999, per valutare la resistenza ad un taglio effettuato da lama che si muove ad una distanza prefissata, soggetta a forza variabile.

Guanti di protezione contro i rischi termici

I guanti di protezione che tutelano contro fonti di calore pericolose o fuoco devono rispettare, congiuntamente, la EN 420/2004 e la EN 388 per quanto riguarda i rischi di abrasione. Verrà, quindi, effettuato un test con abrasione causata da una pressione conosciuta. Inoltre, si valuterà il comportamento del guanto al fuoco, misurando il tempo di persistenza alla fiamma e di incandescenza residua. Gli altri indicatori saranno la reazione al calore per contatto, al calore convettivo, al calore radiante, la resistenza a piccoli e grandi spruzzi di metallo. La marcatura, che deve essere obbligatoriamente apposta sui guanti di protezione, indicherà quali test sono stati effettuati e quali hanno raggiunto il livello minimo di prestazione.

Guanti di protezione contro il freddo

I guanti di protezione contro il freddo devono tutelare dal freddo da contatto e da quello connettivo. Non devono, però, essere necessariamente impermeabili. Questo tipo di guanti devono rispettare i requisiti stabiliti dalla EN 511/2006.

Guanto di protezione contro i prodotti chimici

I guanti da protezione contro i prodotti chimici, stando a quanto stabilito dalla EN 374/2003, devono necessariamente evitare la penetrazione, ossia la diffusione di un prodotto tramite porosità o imperfezioni, o la permeazione, intesa come tempo impiegato da un prodotto per passare dalla superficie esterna a quella interna, di almeno due tra le seguenti sostanze chimiche: metanolo, acetone, acetonitrile, diclorometano, disolfuro di carbonio, toluene, dietilammina, tetraidrofurano, acedato d’etile, n-eptano, idrossido di sodio 40% e acido solfirico 96%.

Come scegliere i guanti adatti

Esistono, quindi, numerosi tipi di guanti da protezione e altrettanti standard che devono essere rispettati. Oltre quelli già elencati e le rispettive prove che devono superare, ci sono guanti di protezione contro le radiazioni, guanti medicali, guanti isolanti, prove fisiche per l’assenza di fori, per la valutazione biologica, per la determinazione della durata della conservazione, di resistenza agli idrocarburi, ecc.

Le caratteristiche del guanto, insomma, devono essere selezionate in base alle necessità determinate dal luogo di lavoro e dai rischi con cui il lavoratore viene a contatto. Si opta, pertanto, per un DPI che possa proteggere da un determinato rischio, valutandone attentamente le specifiche.

Il guanto di protezione viene scelto, quindi, in base alla mansione ricoperta dal lavoratore, ai rischi determinati dall’ambiente, alla biocompatibilità e alle specifiche meccaniche del guanto stesso.

Guanti di protezione: la scelta in base alla mansione

Per selezionare la giusta protezione, quindi, bisogna partire dal tipo di mansione che il lavoratore andrà a svolgere. Si possono, pertanto, scegliere guanti per la protezione da rischi fisici come le manipolazioni generiche, per le attività di trasporto e assemblaggio di componenti elettrici o per la manipolazione di piccoli pezzi, per l’attività in laboratori puliti, ecc. Si può, inoltre, optare per guanti antinfortunistici per tutelarsi dal rischio di perforazione derivante da oggetti. Si tratta della scelta adatta a chi opera in ambulatori veterinari, in ambito ospedaliero, per chi si occupa di rifiuti sanitari e/o domestici, per la pulizia dei mezzi di trasporto pubblico, ecc.

Ci sono, poi, i guanti che proteggono da rischi chimici o biologici, quindi perfetti per chi lavora in laboratori, ospedali, nella produzione o smaltimento di vernici e resine, nell’industria farmaceutica, ecc.

Guanti di protezione: scelta in base alle caratteristiche

Ogni tipo di dispositivo per la protezione individuale, oltre a tutelare dai rischi determinati dall’ambiente e dal tipi di lavoro, deve anche risultare il più confortevole possibile e non deve, in ogni caso, intralciare i movimenti ed eventuali attività di soccorso.

I guanti di protezione devono garantire la destrezza, intesa come capacità di manipolazione e facilità nell’eseguire movimenti indossando il dispositivo. A influire su questa qualità sono alcuni elementi come lo spessore del guanto, il materiale con il quale è stato prodotto, l’elasticità e la deformabilità. La EN 420:2003+A1:2009 prevede test che vanno a valutare la destrezza garantita dal guanto, misurandola con un indice che va da 1 a 5.

I dispositivi di protezione che riguardano le mani, inoltre, devono essere ergonomici, comodi e agevoli. È estremamente importante selezionare la taglia adatta ad ogni singolo lavoratore per evitare che l’attrezzatura risulti troppo piccola o troppo grande. Per questo è importante che ogni utilizzatore abbia un paio di guanti strettamente personali e adatti a lui e che, possibilmente, venga coinvolto nella scelta.

A seconda del tipo di lavoro, è bene valutare la scelta di un guanto lungo, che copre anche l’avanbraccio, o di un guanto corto che protegge solo la mano.

Un buon guanto, quando possibile, deve garantire anche una sufficiente sensibilità tattile, che spesso permette di percepire rischi e pericoli invisibili agli occhi. È importante, infine, che ogni materiale che potrebbe causare allergie o reazioni al lavoratore venga segnalato.

L’importanza della formazione

È estremamente importante istruire i lavoratori sull’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, compresi i guanti di ogni tipo, facendo un’intensa ed adeguata attività di formazione. Far comprendere la necessità di indossare i DPI e il loro corretto utilizzo è il primo passo per evitare spiacevoli incidenti.

La formazione, inoltre, dovrà istruire il lavoratore non solo sulle correte modalità di utilizzo dei guanti di protezione ma anche sulla loro conservazione. Questa, se fatta correttamente, evita danneggiamenti che potrebbero provocare lesioni o infortuni. I guanti, pertanto, devono essere conservati in un luogo idoneo e la loro integrità deve essere valutata dopo ogni utilizzo.

Qualora i guanti di protezione risultassero danneggiati è bene informare il datore di lavoro, che dovrà valutare, sostenuto dall’aiuto degli esperti, se è possibile riparare il dispositivo o se è necessario procedere alla sostituzione.

La marcatura

Nel rispetto delle normative vigenti, sul dorso di ogni guanto deve essere applicata una marcatura che riporta precise informazioni: nome del produttore, taglia, modello, riferimento alla norma e gli standard rispettati, la marcatura CE, simbolo di protezione e i livelli di prestazione.

Il dispositivo, infine, deve essere accompagnato da istruzioni e informazioni che rendono noti tutti i dati che possono tornare utili all’utilizzatore dei guanti protettivi. Pertanto, dovrebbero sempre essere presenti, le indicazioni sul tipo di lavoro per il quale il guanto è stato progettato, avvertenze per evitare utilizzi errati dell’attrezzatura, indicazioni sulla scelta della taglia, istruzioni su come indossare il guanto ed eventuali accessori, avvertenze per evitare il contatto con sostanze che danneggerebbero il dispositivo, istruzioni sulle adeguate pratiche di sterilizzazione, pulizia e conservazione. È sempre bene, inoltre, prestare attenzione alle indicazioni sul livello di usura e sui fattori che favoriscono l’invecchiamento dei guanti di protezione.

Conclusione

La maggior parte degli incidenti avvenuti alle mani dei lavoratori sono stati la conseguenza di un mancato utilizzo, o di un utilizzo scorretto ed inadeguato, dei guanti da lavoro. I guanti antitaglio, proprio come i guanti che proteggono da altri rischi, devono essere scelti con cura e ponderazione, con il sostegno di una figura esperta. È sempre importante valutare la qualità e il rispetto delle modalità di fabbricazione tramite il marchio CE e le informazioni specificate sulla marcatura presente sul dorso dei guanti. Un’adeguata formazione del lavoratore sull’utilizzo dei dispositivi, sulla loro conservazione e manutenzione, gli consentirà di svolgere il proprio lavoro in tutta sicurezza e nel rispetto della sua salute.

 

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