Protezione delle mani: come scegliere il guanto da lavoro adeguato alle esigenze del lavoratore

Le mani dei lavoratori sono preziose e, pertanto, vanno tutelate dai rischi che corrono svolgendo le attività lavorative. Non si tratta solamente di buon senso ma anche, e soprattutto, di un obbligo stabilito dalla legge. I dati Inail, infatti, riportano numerosi incidenti che hanno colpito le mani dei lavoratori per via del mancato, o scorretto, utilizzo dei dispositivi di protezione come i guanti da lavoro. Una scelta errata del dispositivo di protezione degli arti superiori potrebbe causare infortuni più o meno gravi.

Guanti da lavoro: classificazione

È possibile classificare i guanti da lavoro in base al rischio da cui tutelano. Pertanto esistono guanti che prevengono dai pericoli meccanici, dai pericoli chimici, dai rischi termici come calore, fuoco, freddo, che tutelano da cariche elettrostatiche, da radiazioni ionizzanti, contaminazioni batteriologiche e dalle vibrazioni.

I materiali dei guanti da lavoro

I guanti da lavoro possono essere composti da materiali differenti. I guanti in pelle, soprattutto se di buona qualità, possono essere molto morbidi. Proteggono, però, da pericoli di lieve entità in quanto lasciano trapassare sostanze come olio, grasso o eventuali prodotti chimici. Non sono, quindi, la scelta giusta per lavorazioni più complesse e rischiose. In alternativa possono essere acquistati guanti in nitrile, che ha il difetto di non assorbire facilmente la sudorazione della mano, o in poliuretano. Quest’ultimo è un materiale controverso perché composto da una sostanza che se troppo a contatto con l’individuo può risultare dannosa.

I materiali composti da fibre para-aramidiche, come kevlar, twaron, nomex, sono utili per proteggere dai rischi termici pur lasciando un discreto livello di confort. Per i guanti antitaglio, invece, vengono generalmente utilizzate fibre come dyneema, spectra e vetro.

Le caratteristiche necessarie

A prescindere dal materiale utilizzato, quando ci si accinge ad acquistare i guanti da lavoro si deve essere sicuri che detengano determinate caratteristiche e che rispettino gli standard di produzione. La prima qualità che un guanto deve possedere è la destrezza. Deve, quindi, permettere la manipolazione di piccoli oggetti e non intralciare i movimenti del lavoratore. La normativa EN 420:2003+A1:2009 prevede dei test per valutare questa qualità, misurandola con un indice che va da 1 a 5. Il guanto, poi, deve essere flessibile e permettere la massima sensibilità tattile possibile.

È estremamente importante che il guanto sia della taglia giusta del lavoratore. Per questo, è consigliabile rifornire il lavoratore di un proprio personale paio di guanti di protezione. A seconda del lavoro che viene svolto questi possono essere più o meno lunghi e proteggere, eventualmente, anche parte del braccio.

Infine, i guanti devono tutelare la salute del lavoratore ed evitare l’esposizione ad ulteriori rischi. Qualora fossero costituiti da materiale che può danneggiare chi li utilizza deve essere segnalato.

La marcatura

I guanti antinfortunistica, se rispettano la normativa, hanno sul dorso una marcatura ben visibile e leggibile che riporta il marchio CE, nome del produttore, nome commerciale o codice del prodotto, taglia e la conformità a norme europee (pittogrammi). Qualora sia impossibile applicare la marcatura sul guanto questa deve essere posizionata sull’imballaggio, ma comunque sempre presente.

 

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