Sistemi anticaduta a norma di legge per i lavori in quota

Stando ai dati presentati dall’Inail, le cadute dall’alto rappresentano un terzo dei casi di incidente sul lavoro che hanno come risultato infortuni mortali per il lavoratore. Un dato altamente preoccupante, che può migliorare soltanto con la presa di coscienza dei rischi che si corrono lavorando in alta quota senza adeguati dispositivi di protezione individuali e collettivi. Questi, inoltre, sono obbligatori per legge e devono rispettare dei requisiti minimi.

Il Decreto Legislativo 81/2008

La normativa di riferimento per i dispositivi di protezione è il D.Lgs 81/2008 (Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro). Più precisamente è il capo II del titolo IV del suddetto testo a fissare le condizioni minime di sicurezza per i lavori in quota. Quest’ultimo stabilisce che il datore di lavoro deve individuare tutte le attrezzature necessarie, dando priorità alle protezioni collettive, affinché il lavoratore possa svolgere il suo lavoro in sicurezza. Esistono, infatti, più tipi di protezioni utilizzabili.

In commercio sono presenti dispositivi anticaduta individuali, come, ad esempio, imbracature e sistemi di ancoraggio, e i dispositivi di protezione collettiva, come parapetti e reti di sicurezza.

Gli elementi dei dispositivi anticaduta

I sistemi di protezione anticaduta sono costituiti da diversi elementi che possono essere presenti contemporaneamente o solo in parte. Si tratta di imbracature, connettori, cordini, assorbitori di energia, dispositivi di ancoraggio, dispositivi retrattili, guide e linee guida.

Ogni singolo elemento che compone il dispositivo deve rispettare i requisiti stabiliti dalla legge. Devono, inoltre, essere ispezionati prima e dopo ogni utilizzo per essere sicuri che non siano stati danneggiati e che non presentino segni di deterioramento che ne renderebbero impossibile l’utilizzo.

Gli standard da rispettare

I dispositivi anticaduta, inoltre, devono rispettare determinati standard che ne certificano l’efficienza. Per ottenerli, le attrezzature vengono sottoposte a prove e test.

La UNI EN 355 fissa i requisiti, i metodi di prova e le istruzioni di utilizzo per assorbitori di energia, la UNI EN 353-1 determina le caratteristiche dei sistemi di ancoraggio rigidi, la UNI EN 353-2 fissa le specifiche per i sistemi di ancoraggio flessibili e, infine, UNI EN 361 stabilisce le qualità per le imbracature.

Gli standard dettati dalle normative sono numerosi e fanno riferimento ad ogni specifico elemento dei sistemi di protezione. In ogni caso devono essere sempre riportati sulla marcatura apposta all’attrezzatura, in cui deve essere indicato il marchio CE, che certifica il giusto procedimento di produzione del dispositivo.

Scegliere attrezzature che riportano chiaramente le indicazioni sul produttore, sul modello, sulla tipologia, sugli standard rispettati e la marcatura CE permette di ridurre sensibilmente i rischi derivanti dal lavoro in quota. Il fabbricante, inoltre, dovrebbe indicare tutte le istruzioni e le avvertenze che riguardano la conservazione, la manutenzione, il montaggio e il trasporto dei dispositivi.

La formazione può salvare una vita

I lavori in quota e l’utilizzo dei dpi anticaduta possono essere eseguiti esclusivamente dai lavoratori che hanno ricevuto una specifica ed adeguata formazione in materia. È solo questa fase, accompagnata da un equipaggiamento adeguato, che permette al lavoratore di svolgere le attività in completa sicurezza.

 

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